La Tenenza della Guardia di Finanza di Castellaneta, alle dipendenze del Comando Provinciale di Taranto, ha concluso una brillante operazione finalizzata alla repressione delle violazioni in materia di sicurezza prodotti e codice del consumo, in particolar modo riferite alla commercializzazione nel territorio dello Stato di gas fluorurati ad effetto serra di provenienza extra Unionale.

I militari, infatti, nel corso del loro costante ed incessante controllo economico del territorio, si sono accorti della presenza nella propria circoscrizione della ingente commercializzazione di gas refrigerante, comunemente utilizzato nel settore automobilistico e nella refrigerazione in genere dei condizionatori e frigoriferi domestici e industriali. La totale assenza sulle etichette, apposte sulle bombole, degli elementi obbligatori previsti dal Regolamento (UE) 2024/573, hanno fatto sorgere dubbi sulla legittima provenienza della merce.

I successivi approfondimenti hanno consentito di individuare due distinte aree, nella periferia di Castellaneta, utilizzate per lo stoccaggio, il travasamento e la fraudolenta etichettatura di bombole provenienti dalla Cina ed immesse sul mercato come prodotte in Italia. Nel corso delle perquisizioni 6 indagati, tutti di nazionalità bulgara, colti in fragranza di reato, hanno persino tentato di occultare il denaro di provenienza illecita, gettando dal balcone un cartone colmo di banconote.

II tempismo delle Fiamme Gialle, con l’ausilio del cashdog, ha consentito di recuperare il denaro, quantificato in quasi 220.000 euro, e di sottoporlo a sequestro, unitamente a 3 autovetture di grossa cilindrata, centinaia di false etichette, attrezzi da lavoro, materiale per il confezionamento e lo stoccaggio. L’intervento della Guardia di Finanza ha consentito di sequestrare complessivamente Kg 42.786,10 di gas refrigerante contenuto in quasi 4.000 bombole, del tipo R134A e R410A, che, se immesse sul mercato, avrebbero fruttato oltre 4 milioni di euro.

Sette soggetti, di cui n. 6 di nazionalità bulgara, sono stati tutti deferiti all’Autorità Giudiziaria, in concorso tra loro per violazione dell’Art 5 del Decreto Legislativo n.8112026 del 21/4/2026 (attuazione della direttiva UE 2024/1203, sulla tutela penale dell’ambiente), dell’art. 648 C.P. (ricettazione) e dell’art 515 c.p. (frode in commercio).

L’operazione conferma l’efficacia dell’azione della Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti e nella tutela dell’ambiente, del mercato e dei consumatori.