Pali, errori e rimpianti: dovrà attendere la rinascita del Taranto, è l’ex Giorgio nel recupero il giustiziere degli ionici nella finale dei play-off nazionali di Eccellenza. Il gol di Aguilera sembrava aver cambiato le carte in tavola, poi la valle di lacrime finale antipasto dell’incommentabile post partita, in D ci va il Gladiator.

La cronaca

Partita più importante della stagione e ritorno alle origini per Danucci. Prezioso in quest’ottica il rientro di De Rosa in corsia, c’è Incerti per Marino rispetto all’andata, in avanti serve più attacco alla profondità, ecco Aguilera nel tridente con gli intoccabili Losavio e Loiodice.

Inutile sottolineare il sold-out dello Stadio Italia ma non sarà una passerella, non solo per lo 0-0 in terra campana ma soprattutto per le statistiche impressionanti del Gladiator in trasferta.

Farina sceglie De Marco per Atteo in mezzo ma soprattutto rivoluziona l’attacco: l’unico superstite del Bisceglia è Liguori, dentro dal primo minuto Orlando e Bacio Terracino.

Calma apparente, poi partono i fuochi d’artificio: Loiodice prova a scavalcare la barriera, la deviazione taglia fuori Merola graziato dalla traversa.

Gara caldissima e stress test costante per la terna arbitrale: al 13esimo il lancio panoramico di De Rosa trova il pasticcio di Merola, Aguilera l’anticipa e deposita il pallone dell’1-0; l’euforia più totale dura una manciata di secondi, fin quando tutti si accorgono della bandierina alta, decisione che lascia aperti molti dubbi.
Propositivo l’inizio ionico, Hadziosmanovic preme il tasto turbo, cut-back per Losavio, Merola va giù in un secondo e respinge.
Taranto bussa anche da corner, Rizzo cerca l’avvitamento sul primo palo, sfera alta.
Rizzo protagonista in negativo nella sua area di competenza, Orlando lo svernicia in velocità, occhiata rapida a Bacio Terracino, bolide sotto l’incrocio e Gladiator in vantaggio al 35esimo, vincenti le novità di formazione di Farina.

Clima ancora più acceso e Taranto nervoso, Orlando non si fa mancare nulla e fa sfigurare anche Guastamacchia, Mastrangelo evita il raddoppio con la parata da portiere di hockey.
Reazione di nervi Taranto, Loiodice parte in slalom, Vitolo di pura voglia mura Aguilera.

Primo tempo stracolmo di occasioni, Di Paolantonio da fuori, Merola accompagna sul fondo. In sintesi non è il primo tempo del Taranto, Vukoja fa piede perno, meraviglia a giro che timbra il secondo legno di giornata, poi Incerti spreca da 5 metri ma è salvato dall’offside.
Continua il momento horror della difesa rossoblu, a sbagliare con i piedi è Mastrangelo, il portiere mette poi una pezza parando su Bacio Terracino.

Si tira il fiato negli spogliatoi, non ci torna Incerti, in campo va Marino subito decisivo: chiede ed ottiene il dai e vai a Loiodice, rasoterra per il padrone dell’area piccola Aguilera, gioco d’anticipo e 1-1 Taranto.
Partita stravolta, ora è il Taranto a vincere più duelli in mezzo al campo, Farina corre ai ripari con Malafronte e Giorgio. 55esimo, Guastamacchia prende quota, Merola in bager, poi proprio Malafronte con la sagoma respinge la ribattuta del difensore di casa. Indiavolato Aguilera, bypassa Manzo e calcia in diagonale, Merola con le unghie in angolo.

Gladiator sfilacciato e Taranto padrone degli spazi, Vukoja lavora ancora per Aguilera, altra deviazione ed ennesimo corner. Da un break a sinistra nasce un’interessante occasione per il Gladiator, Giorgio manca la spizzata, Mastrangelo poi chiude l’angolo di tiro a De Gregorio.
Bel prospetto il 2005 De Gregorio, di personalità recupera e calcia, facile Mastrangelo. Dentro Russo per l’esausto Aguilera, Loiodice continua a non dare punti di riferimento, da posizione centrale chiama Merola al gran riflesso. Quando tutto sembra apparecchiato per l’extra time il Taranto regala corner e occasione al Gladiator: Giorgio con l’ultimo pezzo di nuca abbassa la temperatura dello stadio italia, clamoroso 1-2.

È il Gladiator ad andare in Serie D, decima promozione in carriera per Farina, il vergognoso finale è lo specchio di una stagione per il Taranto che definire sciagurata è poco: ora riflessioni e interrogativi sul futuro, la rinascita è posticipata.