C’è un nuovo indagato nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio di Bakari Sako, il 35enne bracciante agricolo, originario del Mali, ucciso a coltellate, all’alba del 9 maggio scorso, nella città vecchia di Taranto. Si tratta di un 14enne, al momento accusato di porto abusivo di arma: secondo l’ipotesi dell’accusa, avrebbe consegnato ad uno dei minori coinvolti nell’aggressione, il coltello utilizzato per uccidere la vittima.

Il giovane non risponde di concorso in omicidio. In base a quanto emerso, il 14enne non era presente al pestaggio mortale e non era a conoscenza del fatto che l’arma consegnata al giovane sarebbe stata utilizzata per commettere il delitto.

Gli inquirenti lo hanno ascoltato, due giorni fa, come persona informata sui fatti, presso gli uffici della Questura di Taranto, ma quando sarebbero emerse le sue responsabilità, l’interrogatorio è stato sospeso ed il 14enne, in qualità di indagato, ha nominato un legale.

Salgono così ad otto il numero delle persone coinvolte nel grave fatto di sangue, che ha scioccato la comunità tarantina. Per l’omicidio sono indagati quattro minorenni, tra i 15 e i 17 anni, e due maggiorenni: Fabio Sale di 20 anni e Cosimo Colucci, di 22.

Nel fascicolo d’inchiesta, figura anche il nome del titolare del bar dove Bakari Sako aveva cercato rifugio durante il pestaggio, e che risponde di favoreggiamento nei confronti del 22enne Colucci.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, la vittima sarebbe stata accerchiata e aggredita a calci e pugni dal branco, mentre si recava al lavoro in bicicletta. ed infine colpita con tre coltellate, al petto e all’addome, sferrate da un ragazzino di appena 15 anni.