Una repentina quanto violenta ondata di maltempo ha colpito a macchia di leopardo la Puglia, in particolare le province di Bari e Taranto, dove si sono abbattuti nubifragi e forti raffiche di vento. A Ginosa una tromba d’aria ha sradicato ettari di vigneti e tendoni. È il bilancio di quanto accaduto nelle ultime ore, tracciato da Coldiretti Puglia, i cui tecnici stanno raccogliendo le segnalazioni per poter attivare le rilevazioni in campo.

Il rischio, insiste l’organizzazione agricola, è che precipitazioni improvvise e intense provochino ristagni, ruscellamenti, erosione del terreno e danni alle colture, senza consentire all’acqua di infiltrarsi efficacemente nel suolo. La pioggia utile, sottolinea Coldiretti Puglia, è quella che cade con regolarità e viene trattenuta dal terreno, non quella che in poche ore mette in difficoltà aziende agricole, cittadini e infrastrutture.

Il rischio idrogeologico riguarda contesti prevalentemente agricoli o naturali, perché in Puglia la terra frana e si consuma anche a causa dell’abbandono delle aree rurali per fattori diversi. A questo si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in zone non eccessivamente antropizzate. Per Coldiretti Puglia, la salvaguardia del suolo, dell’ambiente e delle produzioni agricole e agroalimentari è fondamentale per garantire un avvenire alle future generazioni.

Sulla situazione, evidenzia l’organizzazione, pesa il fatto che negli ultimi 50 anni sia scomparso quasi un terreno agricolo su tre (-30%), con la superficie agricola utilizzabile in Italia ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari a causa dell’abbandono e della cementificazione, che rende le superfici impermeabili.

In Puglia risultano consumati ben 160mila ettari: 28.149 a Foggia, 37.275 a Bari, 39.739 a Lecce, 11.105 nella provincia Bat, 19.989 a Brindisi e 23.747 a Taranto. Per questo, conclude Coldiretti Puglia, va difeso il patrimonio agricolo regionale e la disponibilità di terra fertile, attraverso un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne.