Ha appena 15 anni (16 tra pochi giorni) il killer di Sako Bakari, il 35enne originario del Mali ucciso a coltellate, all’alba di sabato 9 maggio, nel centro storico di Taranto. In base a quanto emerso nel corso delle indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Pubblico Ministero Francesca Paola Ranieri, la vittima sarebbe stata accerchiata da un gruppo di giovanissimi e poi colpita a morte da uno di loro. L’assassino avrebbe confessato, facendo ritrovare anche l’arma del delitto.

Cinque i fermi, quattro disposti dalla Procura minorile e uno dalla Procura ordinaria tarantina. L’unico maggiorenne è il 20enne Fabio Sale, mentre i minori hanno tra i 15 e i 16 anni. Per tutti l’accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi. Gli investigatori sono risaliti ai componenti della baby-gang dopo aver passato al setaccio, per 48 ore, i filmati delle telecamere di sicurezza presenti nei pressi del luogo dell’omicidio, piazza Fontana, a due passi dall’area del porto mercantile.

Scene da “Arancia Meccanica” quelle descritte nelle carte degli inquirenti. Bakari, impiegato come bracciante agricolo nelle campagne di Massafra, come ogni mattina, si stava recando a lavoro con la sua bicicletta, che lasciava nel parcheggio della stazione per poi prendere l’autobus. Si era fermato a bere un caffè in un bar, quando avrebbe incrociato il gruppetto di giovanissimi. Sarebbe nata una breve discussione, sfociata nella brutale aggressione. Il 35enne sarebbe stato assalito dai ragazzi, spintonato e preso a pugni. Quando ha cercato di fuggire, è stato rincorso e colpito almeno tre volte tra la zona toracica e quella addominale. A sferrare i fendenti mortali è stato il 15enne, armato di coltello. Il branco poi è fuggito via, lasciando il giovane maliano esanime a terra, lì dove l’hanno trovato, pochi minuti dopo, i soccorritori del 118, giunti sul posto, e che non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Fabrizio Ricciardi