È stato rintracciato e sottoposto a fermo il sesto componente del branco, responsabile dell’aggressione costata la vita a Sako Bakari, il 35enne originario del Mali, ucciso a coltellate, all’alba di sabato 9 maggio, nella città vecchia di Taranto. Si tratta di un giovane di 22 anni, secondo maggiorenne del gruppo, anche lui residente nel centro storico del capoluogo ionico. Il provvedimento è stato eseguito dalla Squadra Mobile, che sta conducendo le indagini, coordinate dalla Pubblico Ministero della Procura tarantina, Francesca Paola Ranieri.

Salgono così a sei gli indagati per l’omicidio, aggravato dai futili motivi, del cittadino maliano, raggiunto da tre coltellate all’addome e al torace, mentre si stava recando alla stazione per prendere il treno che lo avrebbe condotto a Massafra, dove lavorava come bracciante agricolo. A 48 ore dell’efferato delitto, erano stati già fermati un ragazzo di 20 anni, Fabio Sale, e quattro minorenni, tra i quali il 15enne che avrebbe sferrato i fendenti mortali nel corso del brutale pestaggio.

Per il 20enne si è tenuto stamane l’interrogatorio di convalida del fermo. Il giovane, assistito dal suo legale, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del GIP. Ha rilasciato tuttavia delle dichiarazioni spontanee, sostenendo la propria estraneità ai fatti, essendo giunto sul luogo dell’aggressione, piazza Fontana, solo in un momento successivo al fatto di sangue. È in programma nella giornata di domani, invece, l’interrogatorio dei quattro minori, che compariranno davanti alla giudice Paola Morelli. Il nuovo fermo dovrebbe aver chiuso il cerchio sulle indagini, completando il quadro dei responsabili dell’omicidio, al quale, in base a quanto rivelato da uno dei filmati registrati dalle telecamere di sicurezza, avrebbe assistito anche una ragazza che, al momento, non risulta indagata.

Fabrizio Ricciardi