Parte oggi nello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto la nuova proroga della cassa integrazione con causale Covid 19 per 9 settimane ed un massimo di 8.147 dipendenti (5.623 operai, 1.522 impiegati, 871 equivalenti e 131 quadri), ovvero l’intera forza lavoro ad eccezione dei dirigenti. La precedente era stata di sei settimane a partire dal 3 agosto. Prima di ricorrere da metà marzo alla cassa Covid, da luglio 2019 ArcelorMittal ha ininterrottamente applicato a Taranto la cassa integrazione ordinaria per crisi di mercato.

La procedura è stata avviata anche in questa occasione senza l’accordo sindacale. Finora la cassa Covid ha interessato circa 4mila addetti, ma secondo i sindacati i segnali vanno nella direzione dell’aumento di un migliaio di unità della platea di dipendenti coinvolti. Dunque, la forza lavoro potrebbe scendere a 3mila con una produzione annua di 3 milioni di tonnellate d’acciaio.

Il Consiglio di fabbrica Fim, Fiom e Uilm ha avviato un percorso di assemblee per decidere forme di mobilitazione dopo il doppio sciopero del 4 e del 7 settembre scorsi nei reparti Pla2 e Laf per la riduzione del personale tecnologico. In merito alle criticità impiantistiche, le sigle metalmeccaniche hanno sollecitato un tavolo di confronto al prefetto Demetrio Martino.