Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, arrestata una 49enne per capolarato

La donna fu già condannata nel 2017 dopo la morte della bracciante Paola Clemente

E’ accusata di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro la donna 49enne arrestata dalla Polizia di Stato dopo alcune verifiche effettuate in un vigneto nella zona di Castellaneta, in provincia di Taranto. Gli agenti hanno effettuato accertamenti sono 10 lavoratori, di nazionalità italiana e rumena, risultati tutti con contratti di lavoro in corso di validità, meno che uno scaduto il 31 maggio di quest’anno. Il dato che insospettivo la Polizia è stato il racconto di due donne braccianti che hanno spiegato come, una volta ricevuta la somma prevista dalla loro busta paga, circa 45 euro a giornata, dovevano restituire dagli 8 agli 11 euro della stessa ad una donna, la cosiddetta caposquadra, che si occupava dei controlli dei lavoratori.

Gli agenti hanno approfondito gli accertamenti sull’azienda agricola scoprendo che non rispettava le norme vigenti circa le modalità di assunzione, la sicurezza sui luoghi di lavoro, e la presenza di sistemi di protezione individuale. È stato verificato che nessun servizio igienico fosse a disposizione per i lavoratori così come nessuna visita medica era stata effettuata.

Tornando alla 49enne, responsabile dei braccianti, è venuto fuori dalle banche dati della Polizia di Stato che la 49enne è stata già raggiunta nel febbraio del 2017 da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Trani, per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. In quella circostanza le indagini furono avviate dopo il decesso di una bracciante, Paola Clemente, morta nel 2015 per fatica nelle campagne di Andria. Tra le persone coinvolte in quel lontano decesso figura il proprietario dell’autobus utilizzato anche a Castellaneta per trasportare i 10 lavoratori controllati. Alla luce di quanto rilevato e in considerazione dei precedenti a carico della donna, dopo essere stata condotta presso gli uffici della Questura si è proceduto all’arresto in flagranza di reato al fine di interrompere la prosecuzione dell’attività criminosa.