Tangenti per la discarica di Grottaglie: 7 arresti

In manette anche l’ex presidente della provincia di Taranto

Sono sette le persone arrestate al termine di un’indagine della guardia di finanza di Taranto sul l’ampliamento della discarica di Grottaglie. Secondo la Procura ionica, l’iter amministrativo per la concessione delle autorizzazioni per ingrandire l’impianto di contrada Torre Caprarica sarebbe stato falsato, in cambio di tangenti. I reati contestati sono corruzione e turbata libertà degli incanti.

Quattro sono finiti in carcere, si tratta dell’ex presidente della provincia di Taranto, di un dirigente della Provincia, di un imprenditore, originario di San Marzano, titolare di una società attiva nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e del procuratore speciale della società-gestore della discarica di Grottaglie. Ai domiciliari sono finiti la figlia dell’imprenditore, l’ex presidente dell’Amiu, e un ex dirigente e membro della Commissione di gara per la Raccolta di Rifiuti Solidi Urbani. Il gruppo secondo l’accusa avrebbe tratto vantaggi in denaro e beni attraverso atti corruttivi che hanno consentito notevoli indebiti guadagni.

Nell’agosto del 2017 la Provincia di Taranto, dopo i pareri negativi degli organi preposti, aveva respinto la richiesta di ampliamento della discarica di Grottaglie. Il procuratore legale della società, sfruttando i buoni uffici dell’imprenditore sammarzanese, avrebbe iniziato a tessere stretti rapporti illeciti con il presidente della Provincia, finalizzati a valutare nuovamente la richiesta rigettata di rilascio dell’autorizzazione per il sopraelevamento della discarica di ulteriori 15 metri rispetto al livello di colmata.