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Ex Ilva, sciopero di 24 ore dalla Puglia alla Liguria contro la chiusura

«Ci mobiliteremo ad oltranza finché non avremo risposte»

È iniziato all’alba di oggi, 12 ottobre, lo sciopero di 24 ore dei lavoratori dell’Ex Ilva contro la chiusura dell’impianto. La mobilitazione, indetta dalle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Usb, sta animando da questa mattina tutti i siti del gruppo, dalla Puglia fino alla Liguria. La richiesta dei dimostranti è chiara: avere garanzie sul rilancio produttivo, sui diritti e sul futuro dei lavoratori dell’intero sistema di Acciaierie d’Italia. Quindi non solo Taranto, ma anche gli stabilimenti di Genova, Novi Ligure, Racconigi, Salerno e Marghera, nonché Milano dove c’è la sede direttiva.

A Taranto, cuore pulsante della filiera, la protesta è iniziata con un’assemblea di due ore: poi un gruppo di lavoratori ha occupato un tratto della statale 106, nonché una stazione di servizio Eni vicina alla raffineria. Ma la protesta non finirà qui. È stata annunciata, infatti, un’autoconvocazione a Bari e Roma, sotto le sedi della Regione e del Governo che potrebbe avvenire tra mercoledì e venerdì.

Lo sciopero, che i dimostranti dichiarano “andrà avanti a oltranza finché non arriveranno risposte chiare e concrete”, è stato convocato ieri sera, domenica 11 ottobre, dopo un ennesimo incontro a Palazzo Chigi con i rappresentanti del Governo, risoltosi in un nulla di fatto. Tutto ciò che i lavoratori sanno sui loro destini continua a essere solo “cassa integrazione”. Dal 9 ottobre sono state sospese tutte le attività dell’area a caldo dell’impianto tarantino; ma dal 15 novembre è previsto lo stop della produzione anche degli altri stabilimenti al nord Italia. Il numero dei cassaintegrati, dunque, crescerà fino ai limiti massimi consentiti dalla legge.

Ai cortei e sit- in hanno preso parte anche alcune istituzioni, nelle rispettive città: come il Sindaco Muliere unitosi ai lavoratori di Novi Ligure e la Sindaca Salis scesa in piazza con i manifestanti di Genova.

E mentre la contestazione imperversa in tutta Italia, evolvendo di ora in ora, a Taranto si attende il 20 ottobre per la sentenza della Corte di Cassazione, dopo che la Corte d’appello di Milano ha rigettato la seconda richiesta di sospensiva del decreto sullo stop dell’area a caldo dell’Ex Ilva.

Damiana Civita

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