Vorrebbero essere trasferiti in una comunità tre dei quattro minorenni ritenuti responsabili dell’omicidio di Bakari Sako, il 35enne originario del Mali ucciso a coltellate, il 9 maggio scorso, nella città vecchia di Taranto. I legali degli indagati hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro le misure cautelari, chiedendo di essere trasferiti dagli istituti penali minorili dove si trovano attualmente, per essere collocati in comunità.
Tra questi c’è anche il 15enne che ha materialmente sferrato i tre fendenti che hanno ucciso la vittima. Nel suo caso, gli avvocati difensori ritengono che le esigenze cautelari possano essere attenuate a seguito della confessione del giovane, mentre per gli altri due, la richiesta di revoca o di una misura meno afflittiva è stata avanzata per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Entrambi i minori, nel corso delle dichiarazioni spontanee rese davanti al GIP, avevano dichiarato di non essersi accorti che il 35enne avesse ricevuto le coltellate durante l’aggressione che gli è costata la vita.
Assieme ai tre, sono indagati per l’omicidio anche un altro minore e due maggiorenni: Fabio Sale di 20 anni e Cosimo Colucci di 22. Anche loro, nelle prossime ore, dovrebbero presentare ricorso al Tribunale del Riesame.
Nel fascicolo d’inchiesta relativo al delitto, risulta indagato per favoreggiamento, nei confronti di Colucci, anche il titolare del bar dove la vittima aveva cercato rifugio per sfuggire dal pestaggio del branco.
In base a quanto ricostruito nel corso delle indagini, anche grazie ai filmati registrati da alcune telecamere di sorveglianza, Bakari Sako, impiegato come bracciante agricolo, all’alba del 9 maggio si stava recando al lavoro, quando si è imbattuto nel gruppo di giovanissimi, in piazza Fontana. Qui sarebbe scattata la violenta aggressione, culminata con le tre coltellate sferrate dal 15enne, all’addome e al petto del cittadino maliano.
Rimasto a terra agonizzante, il 35enne è stato in seguito soccorso da un’equipe del 118, che ha cercato a lungo di rianimarlo sul posto, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
