
Nella serata di ieri è stato identificato il corpo che era stato rinvenuto nel pomeriggio dalla Guardia Costiera in una zona centrale del golfo di Taranto: si tratta del 73enne Claudio Donnaloia, uno dei quattro uomini dispersi in mare da ormai oltre 48 ore. Gli altri tre, dei quali non si hanno ancora notizie, sono Antonio Dell’Amura, imprenditore di 61 anni che era al timone della sua imbarcazione semicabinata di circa sette metri, l’amico Domenico Lanzolla, meccanico di 60 anni, e Pasquale Donnaloia, di 67 anni, pensionato come il fratello Claudio.
I quattro erano salpati dal Molo Santa Lucia domenica mattina, diretti come spesso accade verso la zona dell’isola di San Pietro, ma le condizioni del mare non erano ideali.
Nei pressi del cadavere di Claudio Donnaloia è stato ripescato anche un divanetto bianco che potrebbe appartenere all’imbarcazione dispersa. Questo potrebbe suggerire che la barca si sia capovolta a causa del peso eccessivo – troppi quattro uomini per un’imbarcazione di quelle dimensioni – e delle avverse condizioni metereologiche per poi affondare.
La macchina dei soccorsi non si ferma: la sala operativa ha allertato anche le navi mercantili e i diportisti presenti nella zona, invitandoli a collaborare. Ma finora nessuna traccia dell’imbarcazione né degli altri tre uomini.


































