Scoperti contratti di lavoro fittizi: imprenditori assumevano se stessi

Scoperti contratti di lavoro fittizi: imprenditori assumevano se stessi

Sanzionati due amministratori di societĂ  del settore degli stabilimenti balneari

Nel corso dei controlli svolti nelle scorse ore da alcuni ispettori dell’Ispettorato del Lavoro di Taranto sono emerse situazioni di illegalità. Due amministratori di società concessionaria di demanio marittimo a fini turistici e ricreativi che gestisce uno stabilimento balneare, non si sono limitati a utilizzare lavoratori “in nero” e altri dipendenti assunti con contratto part-time ma utilizzati a tempo pieno con retribuzione non corrispondente. In più, questa volta è risultato che, per percepire compensi indebiti dalla società da essi stessi amministrata, gli stessi amministratori non hanno avuto remora di sorta nell’assumere se stessi come lavoratori dipendenti.

Con tale escamotage hanno messo in atto retribuzioni in cui erano inseriti non solo rimborsi chilometrici per trasferimenti sottratti alla tassazione dovuta, ma anche indennità di trasferta e altre voci che avevano l’effetto di ridurre in tutto o in parte quanto dovuto alla previdenza.
Ma v’è di più. I medesimi amministratori sono risultati assunti a tempo pieno e indeterminato anche presso altre imprese operanti fuori la provincia di Taranto, nelle quali risultavano presenti in giornate lavorative che coincidevano pure con giornate di lavoro svolte presso lo stabilimento balneare sopra citato in cui rivestivano il doppio ruolo di amministratore e di dipendente, in totale spregio d’ogni obbligo di riposi giornalieri, settimanali e mensili. Tale sovrapposizione di ruoli è ammissibile solo se sussista il vincolo della subordinazione e l’attività svolta, a tale titolo, sia del tutto estranea al mandato di amministratore.

Per tali illeciti i funzionari ispettivi non solo hanno irrogato sanzioni amministrative nei riguardi di entrambi i soci per lavoro nero e per infedeli registrazioni sul libro del lavoro per euro 10.000. Gli ispettori dell’I.T.L. hanno anche rivolto informative agli istituti previdenziali e assicurativi per l’omissione dei contributi dovuti per circa oltre euro 19.000 e hanno interessato l’Agenzia delle Entrate per i recuperi fiscali sulle somme percepite.